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Glossario
Aerare
Introdurre a più riprese aria nel vino durante fermentazione, per favorire la moltiplicazione dei lieviti.
Affinamento
Maturazione del vino, può avvenire in botti di legno o d’acciaio.
Allevamento
Metodo di coltivazione della vite. I due principali, in Alto Adige, sono la pergola e la spalliera.
Barrique
Piccolo fusto di legno (con una capacità di 225 litri) in cui si affinano vini bianchi o rossi di alto pregio. Quasi sempre è realizzata con rovere francese a poro chiuso, in grado di conferire al vino un tono vanigliato .
Bassa Atesina
Parte meridionale dell’Alto Adige, situata fra Termeno e Salorno.
Blatterle
Antico vitigno ottenuto da una mutazione del Moscato Giallo, un tempo molto apprezzato in Alto Adige per la sua resa elevata, oggi quasi del tutto scomparso.
Botrite (cinerea)
Muffa nobile, apprezzata perché fa evaporare l’acqua dagli acini aumentando la loro concentrazione zuccherina. Se però si presenta come marciume grigio, sugli acini a buccia sottile è pericolosa perché distrugge il tessuto. È indesiderata anche sulle uve destinate a produrre vini secchi.
Botte d’acciaio
Contenitore usato per fermentare il mosto e per vinificare il vino, quasi sempre dotato di un dispositivo per garantire la „temperatura controllata“.
Botte di legno (grande)
Recipiente tradizionale utilizzato per affinare vini rossi e bianchi, disponibile in diverse capienze (da 1 a 50 ettolitri e oltre). Le botti di legno grandi si utilizzano per parecchi anni e non modificano il gusto del vino.
Bouquet
In francese significa letteralmente “mazzo di fiori”, e indica la capacità di un vino di produrre note profumate floreali, avendo raggiunto un buon grado di maturazione.
Burgraviato
Zona geografica intorno a Merano, compresa fra Andriano e Lagundo, dove nel Medioevo i conti di Tirolo dominavano il territorio tramite i “burgravi”, loro vassalli.
Cabernet Franc
Vitigno rosso della famiglia dei Cabernet che per molto tempo ha avuto un uso prevalente in Alto Adige, oggi invece largamente soppiantato dalla varietà Cabernet Sauvignon.
Caramenère Cabernet
Mutazione del vitigno Cabernet Franc, un tempo assai diffusa in Alto Adige, oggi quasi scomparsa, da cui si ottengono vini molto erbosi e dal gusto acerbo.
Clone
Vitigno ottenuto dall’innesto di un germoglio. Sovente questo termine è utilizzato per indicare una mutazione specifica di un vitigno, dotata di determinate caratteristiche.
D.O.C.
Acronimo di “Denominazione d’origine controllata”
Diraspatura
Separazione degli acini d’uva dai raspi
DOP
Denominazione d’origine protetta. Tutela la produzione e trasformazione dei prodotti di un determinato territorio geografico, in base a procedure regolamentate e riconosciute.
Erboso
Nota organolettica di molti Cabernet altoatesini, che alcuni considerano tipica, e quindi positiva, ma che altri ritengono un segno di maturazione insufficiente delle uve, e quindi negativa.
Feccia di vino
Sedimento che i vini giovani depositano nei contenitori prima di essere travasati, filtrati o centrifugati. È costituita da lieviti, frammenti di graspi e altre sostanze.
Fermentazione malolattica
Fermentazione batterica del mosto in cui l’acido malico (duro) si trasforma in acido lattico (morbido). È indispensabile nei vini rossi, ma è anche utile nei vini bianchi da affinare in barrique.
Filossera
Afide parassita, di origine americana, che alla fine dell’Ottocento minacciò di far scomparire la vite dalle campagne europee.
Fondo
Deposito di sostanze torbide che si forma sul fondo della bottiglia.
Fraueler
Vitigno anticamente diffuso in Val Venosta, con cui si produceva un vino leggero ad alto grado d’acidità.
GU
Guardacampi
Anticamente, la persona incaricata di prevenire il furto di uva dai vigneti.
Guyot
Sistema d’allevamento della vite a spalliera bassa
IGT
Acronimo di “Indicazione Geografica Tipica”: dal 1995 è la denominazione per la classe qualitativa più elevata dei vini da tavola.
Kretzer
In Alto Adige si indica con questo nome la vinificazione delle uve rosse col sistema abitualmente usato per le uve bianche. Il più famoso è il Lagrein Kretzer, detto anche Lagrein Rosée.
Lacrima
Nome usato per indicare il vino ottenuto dal mosto che cola spontaneamente da uve non spremute. Per esempio: “Lacrima di Merlot”
Lieviti
Microorganismi fungini capaci di fermentare lo zucchero contenuto nell’uva, trasformandolo in alcol etilico e anidride carbonica.
Macerazione
Fase della fermentazione del mosto in cui s’estraggono il colore, i tannini e le sostanze aromatiche.
Marza
Detta anche „nesto“, è il frammento di vite con una o più gemme da saldare al portainnesto.
Mosto grezzo
Mosto ottenuto dalla prima pigiatura e torchiatura delle uve.
Occhio
La gemma della vite da cui, in primavera, si sviluppano i germogli.
Oltradige
Zona geografica dell’Alto Adige che si estende tra San Paolo, Cornaiano, Appiano e Caldaro.
Passito
Metodo diffuso in Italia per ottenere vini dolci, simile al sistema delle „vendemmie tardive“. Consiste nel far essiccare i grappoli vendemmiati su graticci, torchiandoli solo dopo che si sono rappresi e “appassiti”.
Pergola
Sistema d’allevamento della vite ancora oggi molto diffuso in Alto Adige. Consiste nel far crescere la vite su una struttura di legno piuttosto alta, fissando getti e germogli in modo che formino una sorta di tetto. È ancora molto usata soprattutto per la Schiava.
Pinot Bianco
Vitigno bianco della famiglia dei Pinot, originario della Borgogna.
Pinot Nero
Vitigno rosso della famiglia dei Pinot, originario della Borgogna.
Portainnesto (americano)
Parte della vite che riceve la marza e la nutre tramite le proprie radici. Quello americano è resistenze alla filossera.
Potatura
Taglio della vite finalizzato a regolare ed equilibrare il suo sistema vegetativo. È detta “secca” in inverno e “verde” in estate”.
Riserva
Indica un vino invecchiato in botte di legno per un periodo prolungato, stabilito dalla Legge a seconda del vitigno.
Schiava
Il vitigno più diffuso in Alto Adige, coltivato su diversi portainnesti.
Spalliera
Metodo di allevamento moderno per le viti. Consiste in tre (o quattro) cordoni paralleli su cui ogni anno si fissano i germogli della vite. Questo metodo riduce molto la resa per ettaro di un impianto, migliorando la qualità delle uve.
Spigolare
Tradizionalmente il diritto riconosciuto agli estranei di recuperare nei vigneti i grappoli non raccolti durante la vendemmia.
Spina
Foro della botte da cui si estrae o travasa il vino.
Tartaro
Deposito cristallino costituito da sali di calcio e potassio. Si forma nelle botti durante e dopo la fermentazione.
Torchio
Termine dialettale altoatesino che indica la tradizione autunnale della “castagnata” con mosto o vino novello, spesso accompagnata da specialità suine e cavolo cappuccio. Deriva da Torggl, ossia il torchio usato in cantina.
Törggelen
Termine dialettale altoatesino che indica la tradizione autunnale della “castagnata” con mosto o vino novello, spesso accompagnata da specialità suine e cavolo cappuccio. Deriva da Torggl, ossia il torchio usato in cantina.
Travaso
Operazione enologica importante con cui si trasferisce il vino da un recipiente all’altro, separando eventuali materiali sedimentati sul fondo, e arieggiando al tempo stesso il vino.
Uvaggio
Miscela di uve di varietà diverse che, fermentando assieme, danno vita a un unico vino.
Vendemmiare
L’operazione con cui si raccoglie l’uva una volta che ha raggiunto il grado di maturazione desiderato.
Vinacce
General term for the distilled spirits made from the marc (or pomace). Also known in German as schnapps.
Vino da tavola
Grado più basso della piramide qualitativa prevista dalla normativa vinicola europea. Talvolta il termine è usato anche per vini di alto pregio, ma non prodotti in base a un disciplinare DOC. I vini da tavola non devono indicare né l’annata, né il vitigno.
Vino da tavola
Grado più basso della piramide qualitativa prevista dalla normativa vinicola europea. Talvolta il termine è usato anche per vini di alto pregio, ma non prodotti in base a un disciplinare DOC. I vini da tavola non devono indicare né l’annata, né il vitigno.
Zuccheri residui
Fruttosio non trasformato in alcol durante la fermentazione.
Vincitori premio alla cultura enogastronomica
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