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10.08.2017

I pionieri della viticoltura biodinamica

Per questi produttori di vino la viticoltura sostenibile è già da tempo “Business As Usual”

La viticoltura è un’attività che in Alto Adige è portata avanti ormai da molte generazioni. Su terreni soleggiati a valle, ripidi vigneti e ad altitudini estreme. Da viticoltori che si sentono in obbligo nei confronti del loro terroir e mirano a produrre vini della massima qualità. Una cosa è certa: occuparsi di viticoltura significa anche avere delle responsabilità verso l’ambiente e proprio per questo sempre più viticoltori puntano su una coltivazione biodinamica.

Alois Lageder è uno dei pionieri modello che producono i loro vini in totale armonia con la natura. Da un punto di vista pratico, ciò significa rinunciare a prodotti fitosanitari chimico-sintetici e a fertilizzanti minerali. Al loro posto si utilizzano, come aiuto, preparati e tè omeopatici. Nei mesi autunnali e invernali, mucche, pecore e asini delle masserie contadine della zona pascolano tra i vigneti, proprio come vuole la tradizione, e fertilizzano in modo naturale il terreno.

Anche per la tenuta Manincor mantenere e attuare il ciclo naturale è una questione importante e già da tempo la biodinamica non è più solo un metodo limitato al settore vitivinicolo. Gruppi di alberi e siepi spuntano tra i vigneti; tra i filari di viti crescono cereali, fiori, trifogli e colza, da una piccola casetta colorata in legno si sente il ronzio delle api laboriose: il loro miele è in vendita in negozio.

La tenuta Pfitscher di Montagna è fiera di essere la prima cantina viticola con certificazione CasaClima in Italia. La famiglia ha rinnovato completamente la tenuta insieme agli edifici della cantina nel 2011, ottenendo poco dopo la certificazione: l’efficienza energetica e la sostenibilità dell'edificio, nonché il ciclo produttivo rispettoso dell’ambiente e delle risorse sono un esempio per tutta la regione.
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