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Una viticoltura attenta e sensibile

L’equilibrio con la natura conta più delle mode e dei profitti

In Alto Adige la superficie viticola ammonta a circa 5.500 ettari e si articola in microappezzamenti che s’inseriscono fra le valli e i versanti come tessere di un mosaico che ricopre la topografia complessa del territorio. La composizione dei terreni e il microclima cambiano molto anche a distanze minime e in questo sovrapporsi di elementi alpini e mediterranei, con più di 150 minerali presenti nel suolo, i vignaioli altoatesini sanno adattarsi al clima e al territorio puntando a un equilibrio naturale e sostenibile, piantando viti a quote più elevate e coltivandole con tecniche ecologiche per consegnarle intatte alle generazioni future.

“In Alto Adige, il vino si produce da più di 3000 anni, e da sempre è stato un fattore caratterizzante della cultura locale. Sono innumerevoli le usanze e le tradizioni legate a doppio filo alla storia della produzione vinicola. Scegliere la sostenibilità, quindi, non significa solo preservare le risorse naturali, ma anche consolidare i valori e la continuità che la produzione vitivinicola incarna nella coscienza della popolazione. I terreni viticoli sono un bene limitato e prezioso nel nostro territorio, e anche per questo ci adoperiamo per far sì che la viticoltura continui a crescere in qualità, a livello culturale ed economico, restando una fonte di vita e di valori anche per le prossime generazioni di vignaioli.”

Maximilian NiedermayrPresidente del Consorzio Vini Alto Adige