Vino. Spazio. Tempo.
L'architettura altoatesina racconta la storia di una cultura del vino che si evolve nel tempo
In Alto Adige il vino plasma non solo il paesaggio, ma anche ciò che le persone costruiscono. La storia della viticoltura si può leggere nelle cantine, nei manieri e nelle moderne tenute vitivinicole – dalle volte scavate in profondità nel terreno fino ai moderni edifici in vetro e cemento.
Le testimonianze più antiche dell’architettura vinicola in Alto Adige si trovano sotto terra. Nel Medioevo, i viticoltori scavavano le loro cantine in profondità per conservare i vini in modo adeguato – a temperatura costante e protetti dalla luce. Molti di questi ambienti con i soffitti a volta sono sopravvissuti fino a oggi e alcuni sono ancora in uso.
A partire dal XVI secolo, le tracce della cultura vitivinicola locale emergono anche in superficie con i manieri (Ansitzen) nello stile dell’Oltradige, ispirati al Rinascimento italiano. Vari esempi di questa architettura (vinicola) si trovano lungo la Strada del Vino dell'Alto Adige.
Oggi, anche nella costruzione, la sostenibilità è al centro. Alcune cantine, come Merano o Novacella, integrano le loro strutture storiche con elementi moderni. Altre, come Bolzano, Colterenzio o Nals Margreid, scelgono edifici autonomi costruiti con materiali naturali, che sono diventati simboli architettonici del territorio.
Così, l’origine dei vini si manifesta non solo nel bicchiere, ma anche nella pietra. La facciata in dolomite bianca della Cantina Kurtatsch ricorda le pareti dolomitiche del Millawand. La Cantina Kaltern utilizza i toni caldi della terra e la Cantina Tramin collega lo sguardo da dentro, con la sua facciata in vetro, al paesaggio vitivinicolo esterno.
In Alto Adige, il vino è molto più di un prodotto. Plasma paesaggio, cultura e stile edilizio. L'architettura delle tenute vinicole è espressione di questa connessione – cresciuta nel corso dei secoli e aperta al nuovo.